150 metri dalla battigia: cosa prevede il disegno di legge

Capo Zafferano - Foto di Matteo Taormina

E’ stato esitato dalla Commissione Ambiente dell’Ars il disegno di legge che introduce alcune modifiche alla normativa urbanistica regionale. Il prossimo passaggio sarà la discussione in Assemblea e l’eventuale approvazione.

Tra gli aspetti più interessanti emerge la modifica della normativa regionale in materia di edificabilità nella fascia di 150 metri dalla battigia. Il testo esitato va in direzione di una riduzione calibrata dei casi in cui sia applicabile il divieto diretto nei confronti dei privati.

Secondo la relazione illustrativa:

L’articolo 23 modifica la lettera a), del primo comma, dell’articolo 15 della leg- ge regionale n. 78/1976, laddove sono dettate le prescrizioni ulteriori che, ai fini della formazione degli strumenti urbanistici generali comunali, devono essere osservate, in tutte le zone omogenee ad eccezione delle zone A e B. Tra queste, si prevede che le costruzioni debbono arretrarsi centocinquanta metri dalla battigia. E che, entro detta fascia, sono consentite opere ed impianti destinati alla diretta frui- zione del mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza alterazione dei volumi già realizzati. Con la modifica si specifica che la “ristrutturazione” sia intesa nei limiti di quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera d) del decreto del Presidente della repubblica n. 380/2001, ai sensi del quale si intendono tali gli interventi «rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico […]»

L’articolo 24 apporta alcune modifiche all’articolo 16 della legge regionale n. 78/1976, in parte per eliminare il riferimento al Consiglio regionale dell’urbanista (C.R.U.), nel frattempo sostituito dal Comitato tecnico scientifico (C.T.S.). Inoltre, si ritiene utile specificare che la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali si esprime già nell’ambito del CTS, essendone componente.

Con l’articolo 25 si ritiene necessario intervenire a chiarire la corretta interpretazione dell’articolo 18 della legge regionale n. 78/1976 e dell’articolo 23 della leg- ge regionale n. 37/1985, in materia di condonabilità delle costruzioni realizzate nel- la c.d. fascia di arretramento, per porre fine alla situazione di incertezza che si è venuta a creare”.

Il testo delle due norme è il seguente.

Art. 23

Modifiche all’articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78

  1. Alla lettera a), primo comma, dell’articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, dopo le parole «degli edifici esistenti» sono inserite le seguenti «, nei limiti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Re- pubblica 6 giugno 2001, n. 380, recepito dall’articolo 1, della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e successive modificazioni,».

Art. 25

Corretta interpretazione dell’articolo 18 della legge regionale 12 giugno 1976, n.

78 e dell’articolo 23 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37

  1. L’articolo 18, primo comma, della legge regionale 12 giugno 1976 n. 78 si in- terpreta nel senso che nei comuni dotati di strumenti urbanistici generali, compresi i regolamenti edilizi ed annessi programmi di fabbricazione, già approvati in data an- teriore al 12/06/1976, data di entrata in vigore della citata legge, nelle zone omoge- nee A, B, C, D, F ed E, ove i suddetti strumenti prevedono un’attività edificatoria, non si applica l’articolo 15, primo comma, lett. a) della medesima legge regionale n. 78/1976.
  1. L’articolo 23, decimo comma, della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37 si interpreta nel senso che il divieto di condono per le costruzioni realizzate dopo il 31/12/1976 nella fascia di arretramento di cui all’articolo 15, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78 non si applica alle zone omogenee in cui ai sensi dell’articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 78/1976 è esclusa l’applicazione della previsione del citato articolo 15, comma 1, lettera a), se realiz- zate entro il 1° ottobre 1983.

In ordine alle conseguenze della approvazione di tali proposte, possiamo fare una prima valutazione.

Art. 23

A differenza del testo originario della L. R. 78/1976, viene richiamato il concetto odierno di ristrutturazione che include (per quanto qui interessa)

a1) interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche

a2) gli interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

I suddetti interventi però (essendo la fascia costiera oggetto di vincolo paesaggistico) possono essere autorizzati soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria.

Art. 25 comma 1

Rispetto al testo originario dell’art. 18 della l.r. 78/1976 sono introdotte le seguenti disposizioni:

a) si fa riferimento ai “regolamenti edilizi” vigenti alla data del 10 06 1976 (che nel testo originario non c’erano)

b) è anticipato il termine cronologico di verifica della esistenza degli strumenti urbanistici alla data del 10 06 1976 (che modifica il termine originario da ritenersi fissato al 16 06 1976, data di entrata in vigore della L.R. 78/1976)

c) sono introdotte le zone C,D,E ed F quali aree in cui il vincolo non opera (nel testo originario le zone erano solo A e B).

Art. 25 comma 2

L’effetto della disposizione è quello di rendere sanabili gli immobili (già oggetto di condono e per i quali il procedimento è ancora non definito) le cui strutture essenziali sono state completate entro il 1° ottobre 1983 (che era il termine cronologico di esistenza degli immobili previsto per la ammissibilità della domanda di condono del 1985)

Viene dunque spostato il termine di esistenza degli immobili dal 31 12 1976 al 31 10 1983.

Si deve segnalare per completezza che in diversi giudizi pendenti dinanzi al C.g.a. è stata sollevata (di contro) la possibile incostituzionalità del termine del 31 12 1976 riferito alla condonabilità degli immobili, in quanto il tenore originario dell’art. 15 della L.r. 78/1976 non impediva l’edificazione dopo tale termine nel caso in cui i Piani regolatori non avevano ancora stabilito l’onere di arretramento a 150 metri. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha deciso in questi giorni di sollevare la questione di costituzionalità, che – se accolta – porterebbe ad un risultato analogo a quello della presente disposizione.

L’intero disegno di legge è scaricabile qui https://drive.google.com/file/d/1RFKx1vkY9h9x3RwuxGK6UzTn-R-0O2s8/view?usp=drive_link

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.