Accertamento di inottemperanza e applicazione della sanzione

Accertamento di inottemperanza e applicazione della sanzione

Il Tar Palermo, con la sentenza n. 2238, emessa il 19 luglio 2021, ha chiarito i criteri di quantificazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 31, co. 4-bis del d.P.R. 380/2001.

La norma in commento prevede che:

– “L’autorità competente, constatata l’inottemperanza, irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti. La sanzione, in caso di abusi realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2 dell’articolo 27, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è sempre irrogata nella misura massima. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente”.

Va precisato che la mancata demolizione entro i termini indicati nell’ordinanza comporta l’acquisizione delle opere e, accertata l’inottemperanza, anche l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria.

La particolare ampiezza della forbice edittale, che prevede un minimo di € 2.000,00 ed un massimo di € 20.000,00, consente alla P.A. di applicare la sanzione pecuniaria in considerazione del tipo di abuso commesso, fermo restando l’obbligo di applicare la sanzione in misura massima, a prescindere dalla tipologia di abuso, nel caso in cui gli stessi siano stati realizzati in determinate aree.

Per quanto riguarda le finalità della misura, nella sentenza in commento il Tar Palermo ha precisato che “la sanzione ex art. 31, comma 4 bis del d.P.R. n. 380/2001 è volta a punire non tanto la realizzazione dell’abuso edilizio, e ciò renderebbe rilevante la consistenza e l’entità dello stesso, ma unicamente la mancata spontanea ottemperanza all’ordine di demolizione legittimamente impartito dalla P.A.” al fine di “tenere indenne il Comune dalle spese di ripristino conseguenti alle ordinanze di demolizione non eseguite, consentendo la provvista delle risorse necessarie, senza dover anticipare le relative somme per poi rivalersi sul responsabile dell’abuso e senza dover sopportare il rischio di insolvenza dello stesso”.

Nel caso di specie preso in esame dal Tar Palermo, viene contestata la realizzazione di un manufatto di modeste dimensioni, costituito da una struttura portante in pilastri e travi di legno, con copertura ad una falda spiovente realizzata in perlinato e soprastanti tegole.

Il Comune, accertata l’inottemperanza, ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad euro 10.600,00 applicando, come parametro per il calcolo della sanzione, la somma di € 100,00 a metro cubo.

Secondo il Tar Palermo “il parametro di calcolo della sanzione adottato dal Comune appare manifestamente sproporzionato rispetto alla natura e alla tipologia del manufatto realizzato (tettoia)”.

Infatti, “ancorare i costi di ripristino al mero volume abusivamente realizzato senza distinguere le opere edilizie facilmente demolibili da quelle che presuppongono degli interventi più complessi e invasivi rende il criterio adottato manifestamente sproporzionato.

In conclusione, la sanzione va quantificata tenendo in debita considerazione il tipo di opere realizzate, nonché le modalità di rimozione.

Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto urbanistico discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione".