Annullamento in autotutela del titolo edilizio oltre i 12 mesi: a quali condizioni?

Porticello - Foto di Massimo Tarantino

Quali sono i presupposti per l’esercizio del potere di secondo grado (annullamento in autotutela) anche oltre il termine di 12 mesi?

La risposta a tale quesito è stata fornita dal Tar Palermo nella sentenza n. 117/2024.

Nella fattispecie in esame un Comune aveva annullato, nel 2019, una concessione in sanatoria e un permesso di abitabilità rilasciati nel 2009 a causa di una “errata rappresentazione dei luoghi e della realtà“.

Nella sentenza in commento (117/2024) il Tar Palermo, richiamando alcune pronunce del Consiglio di Stato, ha precisato che:

  • Con efficace sintesi, la più recente giurisprudenza pronunciatasi sulla portata di tale comma [comma 2-bis dell’art. -OMISSIS- nonies l. -OMISSIS-1/1990] – principiando dalla ratio sottesa alla riforma introdotta dalla l. n. 1-OMISSIS- del 2015 che è quella di assicurare una astratta e generale prevalutazione ex lege degli interessi in conflitto – ha affermato che “il superamento del rigido termine di 18 mesi è consentito:
  • a) nel caso in cui la falsa attestazione, inerenti i presupposti per il rilascio del provvedimento ampliativo, abbia costituito il frutto di una condotta di falsificazione penalmente rilevante (indipendentemente dal fatto che siano state all’uopo rese dichiarazioni sostitutive): nel qual caso sarà necessario l’accertamento definitivo in sede penale;
  • b) nel caso in cui l'(acclarata) erroneità dei ridetti presupposti risulti comunque non imputabile (neanche a titolo di colpa concorrente) all’Amministrazione ma esclusivamente al dolo (equiparabile, per solito, alla colpa grave e corrispondente, nella specie, alla mala fede oggettiva) della parte: nel qual caso – non essendo parimenti ragionevole pretendere dalla incolpevole Amministrazione il rispetto di una stringente tempistica nella gestione della iniziativa rimotiva – si dovrà esclusivamente far capo al canone di ragionevolezza per apprezzare e gestire la confliggente correlazione tra gli opposti interessi in gioco” (da ultimo, ex multis, Cons. Stato, sez. III, 1 giugno 2020, n. 3422).

Il limite dei 18 mesi (oggi 12 mesi)

Si è, altresì, precisato: “In ambito amministrativo il limite temporale dei 18 mesi, previsto per l’annullamento d’ufficio di un provvedimento amministrativo dalla normativa di cui all’art. -OMISSIS–nonies della Legge n. -OMISSIS-1/1990, trova applicazione solo nel caso in cui il comportamento della parte interessata, nel corso del procedimento o successivamente all’adozione dell’atto, non abbia indotto in errore l’amministrazione pubblica distorcendo la realtà fattuale oppure determinando una non veritiera percezione della realtà o dei presupposti richiesti dalla legge determinando erroneamente l’amministrazione pubblica a rilasciare il provvedimento favorevole.”. Cons. Stato Sez. V, 12/04/20-OMISSIS-, n. 2971.

I requisiti che NON giustificano l’annullamento

Dai sopra richiamati principi emerge che non ogni incompletezza, omissione, errore di calcolo, imprecisione nella redazione degli elaborati progettuali o nell’interpretazione delle norme che presiedono alla determinazione dei parametri rilevanti ai fini della verifica della conformità di un progetto alla normativa urbanistico-edilizia può essere valorizzata ai fini del legittimo esercizio dell’autotutela oltre il termine previsto dall’art. -OMISSIS–nonies, comma 1, L. -OMISSIS-1/90.

I requisiti che giustificano l’annullamento

Occorre, invece, che sussista una “falsa rappresentazione” dei fatti idonea ad indurre in errore l’amministrazione, ossia una rappresentazione di fatti divergente dalla realtà (quindi falsa, o anche solo parziale) di cui l’amministrazione non possa avvedersi nel corso di un’ordinaria istruttoria e che disveli, pertanto, un intento fraudolento o malizioso del richiedente, come tale non meritevole di tutela.

La formula adoperata dal legislatore va, in sostanza, interpretata in base alla sua ratio che è quella di impedire il consolidarsi di posizioni di vantaggio conseguite indebitamente con dolo o colpa grave, non potendo configurarsi in tal caso alcuna posizione di affidamento meritevole di tutela” (Tar Veneto n. 539/2023).

Conclusioni

La sentenza richiamata contiene importanti chiarimenti in ordine al rilievo delle false rappresentazioni, che giustificano l’annullamento anche oltre il termine di 12 mesi, e, al contrario, alla totale irrilevanza del mero errore di calcolo o imprecisione dei grafici o del progetto i quali, appunto, non giustificano l’adozione di un provvedimento che dispone l’annullamento del titolo edilizio rilasciato da oltre 12 mesi.

Occorre chiedersi cosa si intenda con i termini: “incompletezza, omissione, errore di calcolo, imprecisione nella redazione degli elaborati progettuali o nell’interpretazione delle norme che presiedono alla determinazione dei parametri rilevanti ai fini della verifica della conformità di un progetto alla normativa urbanistico-edilizia”.

La questione verrà affrontata nei prossimi articoli.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione".