Accesso al mare negato: illegittima l’istallazione di un cancello

Sant'Elia - Foto di Matteo Taormina

E’ ammessa l’istallazione di un cancello in una stradina privata costituente il collegamento tra la strada pubblica e l’accesso al mare?

No, secondo il Tar Catania (sent. 1300/2024).

I fatti

Un condominio rappresentava al Comune di voler istallare un cancello nella stradina privata (condominiale) per esigenze connesse alla sicurezza ed alla riservatezza; successivamente veniva trasmessa una c.i.l.a.

Il Comune si opponeva rappresentando, in sintesi, che “la presenza comunque dei cancelli pedonali, ancorché privi di serrature, costituisce di fatto impedimento e preclude la pubblica fruizione” e trasmetteva l’ordine di demolizione.

La posizione del Tar Catania

Secondo il Tar “i provvedimenti emessi dal Comune sebbene motivati in parte anche sulla ritenuta violazione di norme edilizie (…) rispondono sostanzialmente all’esigenza di rimuovere gli ostacoli al libero transito esercitato dalla collettività per l’accesso al mare denotando l’esercizio di autotutela possessoria di diritto pubblico in applicazione degli artt. 823, 824 e 825 c.c., che attribuiscono al Comune il potere di tutelare anche in via amministrativa i beni demaniali e i diritti demaniali sui beni altrui, quali le servitù di uso pubblico.”

Pertanto, tenuto anche conto che il potere amministrativo deve essere qualificato in relazione all’effettiva natura del potere (ex multis: Cons. Stato, Sez. V, 16 marzo 2016 n. 1055; Sez. III, 27 novembre 2014, n. 5877; Sez. IV, 19 marzo 2015, n. 1515), le ordinanza impugnate costituiscono l’esplicazione di poteri pubblicistici (autotutela possessoria relativa alla servitù di uso pubblico della strada di cui è causa) afferenti la gestione del territorio, in quanto tali riconducibili alla competenza del Dirigente di settore ai sensi dell’art. 107 T.U.EL.

La servitù di uso pubblico – limitazione alla proprietà privata

Nel caso di specie, ove è pacifica tra le parti la proprietà privata (condominiale) della strada sulla quale sono stati apposti i cancelli, il Comune fa valere la tutela del diritto di pubblico passaggio su strada vicinale, fattispecie che rientra tra i diritti di uso pubblico contemplati, unitamente alle servitù prediali pubbliche, all’art. 825 c.c. (diritti demaniali su beni altrui).

Essi consistono in un peso a carico di un bene immobile per consentire un’attività a beneficio di una collettività di persone (uti cives), volta a soddisfare un’esigenza di carattere generale e diretta a realizzare un fine di pubblico interesse (passaggio o altro).

A tale peso corrisponde, quindi, un diritto di uso pubblico, il cui contenuto non è predeterminato, dovendo unicamente essere idoneo a soddisfare un interesse pubblico attraverso il suo esercizio da parte di una collettività indistinta di persone (v. Cass. Civ. Sez. II, ordinanza n. 28869 del 19 ottobre 2021).

Il diritto in questione non incide sulla titolarità del diritto di proprietà, che rimane in capo al privato, comunque limitandone le facoltà in vista della realizzazione dell’interesse generale consistente nel parziale utilizzo da parte della collettività di riferimento. La proprietà privata viene, dunque, per tale via funzionalizzata al pubblico interesse mediante l’istituzione su di essa di un diritto parziario, qualificato ex lege come demaniale (v. tra le tante: Cons. Stato, Sez. II, 22 giugno 2022, n. 5126).

Quando si costituisce una servitù di uso pubblico?

La giurisprudenza è consolidata nel ritenere che la costituzione su una strada di un diritto di servitù di uso pubblico richieda la sussistenza di tre concorrenti elementi, quali:

i) l’esercizio del passaggio e del transito jure servitutis publicae da parte di una moltitudine indistinta di persone, qualificate dall’appartenenza ad un ambito territoriale;

ii) la concreta idoneità della strada a soddisfare, anche per il collegamento con la via pubblica, le esigenze di carattere generale e pubblico;

iii) un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, il quale – come meglio argomentato nel proseguo – può identificarsi anche nella protrazione dell’uso da tempo immemorabile, ossia nel comportamento della collettività contrassegnato dalla convinzione di esercitare il diritto d’uso della strada (in tal senso, ex multis, Cons. Stato, Sezione II 18 maggio 2020, n. 3158; T.A.R. Campania – Napoli, Sezione VII, 4 aprile 2022, n. 2296).

Conclusioni

Nel caso in esame, il diritto di uso pubblico grava su un bene privato che costituisce il collegamento tra la pubblica via e la spiaggia che è stato esercitato da una platea indeterminata di consociati per un periodo di tempo indubbiamente ultraventennale (tenuto conto che i fabbricati sono stati realizzati negli anni ’70) al fine di consentire l’accesso pedonale alla spiaggia, quindi ad aree del demanio marittimo in relazione alle quali “l’uso pubblico” (nel quale rientra l’accesso) deve essere sempre consentito ( v. art. 1161 codice della navigazione), anche in presenza di eventuali ulteriori varchi/accessi presenti sul territorio comunale, la cui esistenza non farebbe comunque venire meno il diritto dell’ente al ripristino del libero accesso al tratto di strada intercluso.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale