Mancata demolizione entro i termini e acquisizione di ulteriore area (x10)

Ai sensi dell’art. 31, comma 3 del d.P.R. 380/2001: “Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.”

Natura dell’acquisizione di ulteriore area

Secondo la corrente interpretazione della giurisprudenza, invero, l’acquisizione dell’ulteriore area entro i limiti del decuplo – espressione dell’esercizio di un potere tecnico-discrezionale attribuito dal legislatore all’amministrazione per le finalità indicate nel medesimo art. 31 comma 3 del d.P.R. 380/2001 (T.A.R. Napoli, sez. II, 19/04/2022, n.2684) – ne postula una previa individuazione che, a differenza dell’area di sedime, per la quale l’automatismo dell’effetto acquisitivo rende superflua ogni motivazione e specificazione sul punto, <va, volta per volta, motivata con l’esplicitazione delle ragioni che rendono necessario disporre l’ulteriore acquisto ed i criteri di determinazione di detta area> (T.A.R. Napoli, sez. II, 07/12/2022, n.7622; Cons. Stato, Sez. II, 31/8/2020, n. 5308).

L’obbligo di motivazione

L’individuazione dell’ulteriore area, in altri termini, va motivata, volta per volta, con l’esplicitazione delle modalità di delimitazione della stessa, proprio perché il legislatore non ha predeterminato, se non nel massimo, l’ulteriore area acquisibile, ma ha indicato un criterio per determinarla rapportato alla normativa urbanistica rilevante nel singolo caso. Viene, dunque, delineato un procedimento di determinazione della c.d. pertinenza urbanistica da condurre di volta in volta sulla base di criteri di individuazione che tengano conto di quanto previsto dalle vigenti disposizioni urbanistiche per la realizzazione di opere analoghe a quelle abusive (T.A.R. Campania, Napoli, sez. VIII, 5.7.2021, n. 4616).

La posizione del Tar Palermo

Il Tar Palermo, in una recente sentenza (2452/2023) ha ritenuto “congrua” la motivazione di un Comune il quale, nel “giustificare” l’acquisizione di ulteriore area, aveva precisato che la stessa era necessaria “per consentire l’utilizzo funzionale dell’ulteriore edificio insistente sullo stesso lotto”.

Secondo il Tar Palermo, dunque, “l’amministrazione comunale ha fornito indicazione del criterio applicato per la determinazione della pertinenza urbanistica, ne ha precisamente quantificato l’estensione, ne ha reso possibile una chiara individuazione con il rimando all’allegata planimetria e, infine, ne ha motivato l’acquisizione in conformità a quanto previsto dal cit. Art. 31, co.3, T.U. Edilizia

Avv. Cannizzo Antonino


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale