È valida la Scia priva della firma del tecnico ?

Capo Zafferano - Foto di Emilia Machì

È successo che un Comune ha dichiarato inefficace una Scia per la riscontrata assenza della firma del tecnico (essendo invece regolarmente sottoscritta dal proprietario e recante il timbro del tecnico incaricato).

Il Tar Palermo (sentenza n. 3572 del 2023) ha affrontato il caso partendo dai principi applicabili, per la loro portata generale, anche all’atto del privato. In tal senso ha richiamato l’orientamento secondo cui “sebbene la firma apposta in calce ad un provvedimento o ad un atto amministrativo costituisca lo strumento per la sua concreta attribuibilità psichica e giuridica, all’agente amministrativo che risulta averlo formalmente adottato, è pur vero che, anche in omaggio al più generale principio di correttezza e buona fede cui debbono essere improntati i rapporti tra Pubblica amministrazione e cittadino, che non solo la non leggibilità della firma, ma anche la stessa autografia della sottoscrizione non possono costituire requisiti di validità dell’atto amministrativo, ove concorrano elementi testuali (indicazione dell’ente competente, qualifica, ufficio di appartenenza del funzionario che ha adottato la determinazione), emergenti anche dal complesso dei documenti che lo accompagnano, che permettono di individuare la sua sicura provenienza; in conclusione l’atto amministrativo esiste come tale allorché i dati emergenti dal procedimento amministrativo consentano comunque di ritenerne la sicura provenienza dall’Amministrazione e la sua attribuibilità a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive”.

La mancanza di sottoscrizione di un atto non è, quindi, “idonea a metterne in discussione la validità e gli effetti le quante volte detta omissione non metta in dubbio la riferibilità dell’atto stesso all’organo competente”  posto che essa “costituisce solo una delle modalità mediante le quali è individuabile l’autore della scrittura e la paternità della stessa può essere ricavata aliunde, per cui l’inequivoca attribuibilità ai soggetti ivi chiaramente individuati non può essere messa in dubbio in assenza di indizi al riguardo”.

Applicando dunque i principi pensati per gli atti amministrativi, il Collegio ha ritenuto come la sola assenza di sottoscrizione da parte del tecnico non sia idonea a determinare la nullità dell’atto, in quanto il timbro -nel caso concreto- consente senza dubbio di attribuire quell’attività al tecnico, come è dimostrato dal fatto che lo stesso Comune ha inoltrato proprio al tecnico asseveratore la nota impugnata.

Inoltre, il Tar ha osservato come, essendo la SCIA regolare in tutti i suoi aspetti e non essendo in contestazione che gli interventi effettuati fossero riconducibili a SCIA, il Comune avrebbe dovuto consentire la integrazione dell’atto, comunque munito di sottoscrizione da parte del proprietario dichiarante e, nelle sue restanti parti, conforme alle previsioni di legge, eccezion fatta per una mera irregolarità di ordine formale.

Come rilevato dalla giurisprudenza sussiste l’onere del Comune di verificare tutta la documentazione presentata e di chiedere eventuali integrazioni documentali. Infatti ai sensi dell’art. 20 c. 5 del D.P.R. n. 380 del 2001 “5. Il termine di cui al comma 3 può essere interrotto una sola volta dal responsabile del procedimento, entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, esclusivamente per la motivata richiesta di documenti che integrino o completino la documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità dell’amministrazione o che questa non possa acquisire autonomamente. In tal caso, il termine ricomincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa.

La norma, dettata per il rilascio del permesso di costruire ma applicabile a tutti i titoli edilizi, chiarisce che l’amministrazione è onerata di soccorso istruttorio nei confronti dei soggetti che richiedono il rilascio di un titolo edilizio, in quanto grava sull’amministrazione l’onere di facilitare lo svolgimento dell’attività amministrativa che condizioni l’esercizio dei diritti dei cittadini. È questo una delle principali applicazioni del principio costituzionale di buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost.).

Avv. Vittorio Fiasconaro

Vittorio Fiasconaro
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Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.