Epoca di realizzazione di un edificio ante ’67. Il C.G.A.R.S. accoglie la tesi degli Avv.ti Cannizzo e Fiasconaro

Faro di Capo Zafferano - Foto di Emilia Machì

Gli avv.ti Cannizzo e Fiasconaro hanno ottenuto una importante vittoria al C.G.A.R.S. il quale, con il parere n. 61 del 15.03.2024, per la decisione di un ricorso straordinario, ha accolto totalmente la loro tesi difensiva annullando il provvedimento del Comune di Palermo che disponeva il rigetto espresso dell’art. 36 del TUE.

I fatti

Un cittadino nel 2015 presentava una richiesta di sanatoria ex art. 36 per aver realizzato il frazionamento, da una una a due unità immobiliari, del primo piano (secondo fuori terra) del proprio edificio.

Il tecnico di parte allegava all’istanza di sanatoria:

  • “una aerofotogrammetria del 1968;
  • una un atto notorio, a firma del ricorrente, circa l’epoca di realizzazione dell’edificio, (piano terra 1940 e primo 1958);
  • una perizia giurata a firma di un tecnico di parte, che conferma l’epoca di realizzazione dell’edificio entro i termini innanzi indicati;
  • titolo di proprietà”.

Nel 2022, sulla richiesta di sanatoria, il Comune si esprimeva negativamente sul presupposto che: la documentazione trasmessa era “insufficiente a dimostrare che l’immobile di piano primo sia stato realizzato prima che la normativa regolamentasse la necessità di ottenere il requisito di conformità urbanistico-edilizia tramite ottenimento di giusto titolo edilizio, in quanto risulta acquisita la foto del volo SAS del 1968, ma, di contro, la ditta ha attestato che la sopraelevazione risale al 1958….”

Tale provvedimento veniva impugnato con ricorso straordinario.

La tesi degli Avv.ti Cannizzo e Fiasconaro

Nel parere in commento, che ha accolto la linea difensiva proposta dagli avv.ti Cannizzo e Fiasconaro, viene precisato che:

  • il ricorrente ha assolto l’onere probatorio trasmettendo idonea documentazione probante;
  • lo stesso atteggiamento non è stato tenuto dall’Ente che, non solo non ha svolto alcuna attività istruttoria, a sua volta, onde rinvenire elementi utili a confutare quelli presentati dallo stesso ricorrente (ad esempio una aerofotogrammetria del 1967 o anni immediatamente precedenti), ma ha emesso l’avversato provvedimento n. 16 del 30 novembre 2022, rigettando così l’istanza di sanatoria ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 presentata in data 8 giugno 2015 sulla scorta di una motivazione, come si dirà appresso del tutto insufficiente.
  • Motivazione insufficiente “L’Amministrazione si limita a richiamare la relazione tecnica istruttoria del 4 agosto 2022 ove si afferma che la documentazione prodotta «non risulta rifiutata, né contestata da parte dell’Ufficioma insufficiente a dimostrare che l’immobile di piano primo sia stato realizzato prima che la normativa regolamentasse la necessità di ottenere il requisito di conformità urbanistico-edilizia tramite ottenimento di giusto titolo edilizio, in quanto risulta acquisita la foto del volo SAS del 1968, ma, di contro, la ditta ha attestato che la sopraelevazione risale al 1958…».
  • Tale richiamata motivazione è palesemente insufficiente e generica, in quanto non tiene in debito conto della produzione documentale integrativa presentata dal ricorrente e, nel corpo dell’atto, «nemmeno viene indicato quale sia l’anno a decorrere dal quale era stato introdotto l’onere di acquisizione preventiva del titolo».

La prova contraria ricade in capo alla P.A.

Per consolidata giurisprudenza, se è vero che l’onere di provare l’epoca di realizzazione dell’abuso edilizio e la sua consistenza originaria spetta al privato interessato, trattandosi di circostanze che rientrano nella sua disponibilità, nell’ipotesi in cui quest’ultimo fornisca sufficienti elementi di prova, come nel caso di specie, l’onere della prova contraria si trasferisce in capo all’Amministrazione (Consiglio di Stato, VI sezione, sentenza n. 7395/2023).

In conclusione, l’Amministrazione, non tenendo conto della satisfattiva integrazione documentale propedeutica alla prosecuzione dell’iter istruttorio della pratica in oggetto prodotta dal ricorrente, non ha fornito validi elementi probatori contrari che giustificassero l’emissione dell’avversato provvedimento di diniego n. 16 del 30 novembre 2022 di rigetto della richiesta di permesso di costruire di in sanatoria, formulata dal ricorrente ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001.

Conclusioni

In ragione delle superiori considerazioni, il Collegio è dell’avviso che il ricorso straordinario in esame debba essere accolto, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione, la quale dovrà svolgere un adeguato approfondimento istruttorio che accerti l’epoca di realizzazione delle unità immobiliari entro i termini indicati dal ricorrente, motivando altresì puntualmente a fronte della produzione effettuata dallo stesso in ordine alla data dell’intervento edilizio in questione; all’esito di tali attività, ove persista il difetto di adeguati elementi di segno contrario, andrà ritenuta comprovata la datazione dichiarata, e parzialmente attestata, dalla parte privata.

Avv. Antonino Cannizzo e Avv. Vittorio Fiasconaro


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale