Immobile ante ’67: come dimostrarlo? Lo spiega il Tar Palermo.

Il Tar Palermo, con la sentenza n. 22 del 03.01.2024, ha fornito rilevanti chiarimenti in ordine al rilievo probatorio delle informazioni catastali, riprese fotografiche, dichiarazioni di terzi etc… al fine di dimostrare l’epoca di realizzazione di un manufatto; in particolare, il Tar Palermo, nella sentenza in commento, ha aderito all’orientamento giurisprudenziale “meno rigoroso” nei termini di seguito esplicitati.

Immobile ante ’67 – Il rilievo delle informazioni catastali

Secondo il Tar Palermo, il principio generale, in materia di onere delle prova, prevede che: “va posto in capo al proprietario (o al responsabile dell’abuso) assoggettato a ingiunzione di demolizione l’onere di provare il carattere risalente del manufatto della cui demolizione si tratta, collocandone la realizzazione in epoca anteriore alla cosiddetta legge “ponte” n. 761 del 1967, che con l’art. 10, novellando l’art. 31 della l. n. 1150 del 1942, ha esteso l’obbligo di previa licenza edilizia alle costruzioni realizzate al di fuori del perimetro del centro urbano.

Ed ancora, in merito al rilievo delle informazioni castali, è stato affermato che: “Per orientamento giurisprudenziale consolidato…la preesistenza di un manufatto in epoca antecedente alla l. n. 765 del 1967 può ritenersi provata dalle informazioni catastali di primo impianto ovvero da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza”. (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 17 giugno 2021, n. 1971).

L’onere della prova grava in capo al privato

Tale indirizzo giurisprudenziale trova fondamento nella evidenza che solo il privato può fornire (in quanto ordinariamente ne dispone e dunque in applicazione del principio di vicinanza della prova) inconfutabili atti, documenti o altri elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione del manufatto; mentre l’amministrazione non può, di solito, materialmente accertare quale fosse la situazione all’interno dell’intero suo territorio (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, Sez. VI, 6 febbraio 2019, n. 903).

Il rilievo delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà

La prova deve essere rigorosa e fondarsi su documentazione certa e univoca e comunque su elementi oggettivi, “dovendosi, tra l’altro, negare ogni rilevanza a dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà o a semplici dichiarazioni rese da terzi, in quanto non suscettibili di essere verificate” (cfr., Consiglio di Stato, Sez. VI, 20 aprile 2020 n. 2524).

L’orientamento giurisprudenziale meno rigoroso

Ciò posto, a giudizio del Tar Palermo in materia si è parimenti affermato un orientamento giurisprudenziale, secondo il quale l’indirizzo prevalente e del quale si è dato conto merita temperamenti, in omaggio ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e logicità e ciò allo scopo di scongiurare l’imposizione di un onere probatorio impossibile da adempiere avuto riguardo alla risalenza nel tempo dei manufatti (cfr., sul tema, Consiglio di Stato, sez. VI, 18 luglio 2016 n. 3177, 13 novembre 2018 n. 6360 e 19 ottobre 2018 n. 5988), ciò laddove, da un lato, il privato porti a sostegno della propria tesi sulla realizzazione dell’intervento prima di una certa data elementi rilevanti e non equivoci (aerofotogrammetrie, dichiarazioni sostitutive di edificazione o altre certificazioni attestanti fatti che costituiscono circostanze importanti) e, dall’altro, il Comune non valuti debitamente tali elementi e fornisca elementi incerti in ordine alla presumibile data della realizzazione del manufatto privo di titolo edilizio (cfr. ancora, sul tema, Consiglio di Stato, Sez. VI, 20 gennaio 2020 n. 454).

Tale mitigazione del ricordato principio giurisprudenziale deve ritenersi vieppiù necessaria laddove non si controverta della fruizione di un titolo postumo beneficiando del regime speciale di sanatoria correlato alla dimostrazione dell’avvenuta ultimazione delle opere entro una certa data, ma della possibilità di contrastare un autonomo procedimento sanzionatorio, attivato dall’amministrazione a distanza di molto tempo dall’avvenuta realizzazione del presunto abuso.

Il rilievo degli elementi probatori “non implausibili” e “dotati di alto grado di plausibilità

Pur senza spingersi al punto da ammettere una inversione dell’onere della prova in capo all’amministrazione comunale il Giudice d’Appello, ha dunque evidenziato come:

– qualora la parte onerata abbia fornito sufficienti elementi probatori a sostegno delle proprie deduzioni, via via qualificati come “non implausibili” (cfr., in tal senso, Consiglio di Stato, Sez. VI, 11 febbraio 2022 n. 996), ovvero “dotati di alto grado di plausibilità” (cfr., in tal senso, Consiglio di Stato, Sez. VI, 29 luglio 2020 n. 4833), pure ove non sia raggiunta la certezza processuale sulla datazione delle opere in contestazione, spetta alla parte pubblica fornire elementi di prova contraria – idonei a supportare il proprio assunto, alla base dell’impugnato ordine demolitorio, in merito all’abusività delle opere sanzionate – in mancanza dei quali il provvedimento ripristinatorio deve essere annullato per difetto di istruttoria (risultando carente un adeguato accertamento del presupposto provvedimentale, dato dalla necessità del previo titolo abilitativo a legittimazione dell’intervento edilizio sanzionato).

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale