Inottemperanza e acquisizione di ulteriori aree: a quali condizioni?

Palermo - Foto di Massimo Tarantino

L’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001 prevede che: “Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.”.

L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, di recente, è intervenuta sul tema della qualificazione del provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale, enunciando il seguente principio di diritto:

  • l’atto di acquisizione del bene al patrimonio comunale, emesso ai sensi dell’art. 31, comma 3, del d.P.R. n. 380 del 2001, ha natura dichiarativa e comporta – in base alle regole dell’obbligo propter rem – l’acquisto ipso iure del bene identificato nell’ordinanza di demolizione alla scadenza del termine di 90 giorni fissato con l’ordinanza di demolizione. Qualora per la prima volta sia con esso identificata l’area ulteriore acquisita, in aggiunta al manufatto abusivo, l’ordinanza ha natura parzialmente costitutiva in relazione solo a quest’ultima (comportando una fattispecie a formazione progressiva);”. (Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza del 11 ottobre 2023, n. 16).

Acquisizione di ulteriori opere – la posizione del Tar Palermo

Il Tar Palermo, in una recente sentenza (sent. 531 del 13.02.2024), richiamando un precedente del Tar Campania, ha chiarito i presupposti per l’acquisizione di ulteriori opere rispetto a quelle abusivamente realizzate.

Secondo il Tar Palermo: la necessità che l’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale indichi in modo specifico l’ulteriore area di sedime da acquisire è pacificamente affermato in giurisprudenza: “Per giustificare l’ingiunzione di demolizione di un abuso edilizio, è necessaria e sufficiente l’analitica descrizione delle opere abusivamente realizzate, in modo da consentire al destinatario della sanzione di rimuoverle spontaneamente, ogni altra indicazione esulando dal contenuto tipico del provvedimento, non occorrendo in particolare anche la descrizione precisa della superficie occupata e dell’area di sedime che dovrebbe essere acquisita al patrimonio comunale in caso di mancata, spontanea esecuzione; elementi, questi, invece, necessariamente afferenti solo alla successiva ordinanza di gratuita acquisizione al patrimonio comunale. L’omessa o imprecisa indicazione di un’area che verrà acquisita di diritto al patrimonio pubblico non costituisce motivo di illegittimità dell’ordinanza di demolizione, poiché l’indicazione dell’area è requisito necessario ai fini dell’acquisizione, che costituisce distinta misura sanzionatoria.”.

Con maggiore efficacia esplicativa, la giurisprudenza amministrativa ha affermato che: “I procedimenti repressivi in materia edilizia, culminanti con l’atto di acquisizione della proprietà privata al patrimonio comunale, devono seguire una corretta scansione procedimentale, la quale è costituita dal provvedimento di demolizione, con cui viene assegnato il termine di novanta giorni per adempiere spontaneamente alla stessa ed evitare le ulteriori conseguenze pregiudizievoli; dall’accertamento dell’inottemperanza alla demolizione tramite un verbale; dall’atto di acquisizione al patrimonio che costituisce il titolo per l’immissione in possesso e per la trascrizione dell’acquisto della proprietà in capo al Comune o all’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo; in particolare, tale atto deve individuare il bene oggetto di acquisizione e la relativa area di sedime, nonché l’eventuale area ulteriore, nei limiti del decuplo della superficie abusiva, la cui acquisizione deve essere specificamente motivata con riferimento alle norme urbanistiche vigenti.” (T.A.R. Campania Napoli, Sez. VIII, 18/07/2023, n. 4381).

Il contenuto del provvedimento che dispone l’acquisizione di ulteriori aree

Dalla richiamata giurisprudenza emerge dunque che l’ordinanza di acquisizione dell’immobile abusivo e dell’area di sedime costituisce specifica sanzione per l’inottemperanza all’ordine di demolizione e che, nel caso di acquisizione di un’area ulteriore rispetto a quella di sedime dell’immobile abusivo, il relativo provvedimento deve individuarla in maniera specifica, con l’indicazione anche dei dati catastali, e ciò al precipuo fine di rendere possibile la conseguente trascrizione nei registri immobiliari.

Detta ricostruzione è vieppiù avvalorata dall’orientamento espresso autorevolmente dalla Adunanza plenaria nella surriferita pronuncia, con cui è stata operata una scissione nell’ambito degli effetti acquisitivi conseguenti alla adozione del provvedimento adottato ex art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001.

Mentre, da un lato, l’effetto acquisitivo dell’immobile abusivo (e relativa area di sedime) si verifica ope legis, e l’atto adottato dall’amministrazione ha natura meramente dichiarativa, dall’altro, l’effetto acquisitivo dell’area ulteriore necessita di un provvedimento che ne indichi non solo l’estensione, ma anche i dati necessari ad identificarla in concreto, con il corollario della natura in parte qua costitutiva dell’effetto giuridico derivante dal predetto provvedimento.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale