Lottizzazione abusiva: la buona fede salva l’acquisto ?

Porticello - Foto di Massimo Tarantino

Il Tar Palermo (con Ordinanza cautelare n. 38 del 2024) ha preso posizione sulla possibilità che l’acquirente di buona fede possa salvare il proprio acquisto, laddove è stata accertata una lottizzazione abusiva realizzata dal venditore.

I Giudici hanno richiamato il principio per cui la lottizzazione abusiva ex art. 30 del d.P.R. n. 380 del 2001 prescinde dallo stato soggettivo di buona o mala fede dei lottizzanti: e ciò in quanto rileva in via esclusiva il mero dato oggettivo dell’intervenuta illegittima trasformazione urbanistica del territorio, fermo restando che la tutela dei terzi acquirenti in buona fede, estranei alla commissione dell’illecito, può essere fatta valere in sede civile nei confronti dell’alienante sicché gli acquirenti dell’immobile non possono invocare il proprio stato soggettivo al fine di escludere la legittimità del provvedimento impugnato che ha accertato la lottizzazione abusiva.

E’ stato anche precisato che l’accertamento della lottizzazione abusiva – fattispecie posta a tutela del potere comunale di pianificazione in funzione dell’ordinato assetto del territorio – costituisce un procedimento autonomo e distinto dall’eventuale rilascio anche postumo del titolo edilizio, e pertanto alcun rilievo sanante può rivestire il rilascio di una eventuale concessione edilizia, sia ex ante, in presenza di concessioni edilizie già rilasciate, sia successivamente, in presenza di concessioni rilasciate in via di sanatoria . Su queste basi, non è possibile la sanatoria della lottizzazione abusiva tramite il condono delle singole unità immobiliari realizzate abusivamente, non potendo le singole porzioni di suolo ricomprese nell’area abusivamente lottizzata essere valutate in modo isolato e atomistico, ma in relazione allo stravolgimento della destinazione di zona che ne deriva nel suo complesso.

In ogni caso, la natura di illecito permanente della lottizzazione abusiva conduce a ritenere applicabile la sanzione reale della demolizione di cui all’art. 18 l. 47/1985; in altri termini, il fatto che le opere siano state realizzate in un lungo arco di tempo non incide in alcun modo sulla legittimità dell’ordine di sospensione della lottizzazione, avuto presente il menzionato carattere permanente dell’illecito.

E la conseguente insanabilità si giustifica con la deviazione dagli scopi stabiliti con la pianificazione urbanistica e la lesione dell’essenziale prerogativa comunale della programmazione in materia; essa ha dunque una potenzialità lesiva più estesa di quella del singolo abuso edilizio poiché incide sull’interesse pubblico primario alla corretta urbanizzazione del territorio condizionando indebitamente le scelte pianificatorie future”.

Infine i Giudici hanno ribadito che, per costante giurisprudenza, non vi è obbligo per il Comune di procedere ad una variante urbanistica pur in presenza di zone interessate da vasti interventi abusivi e che la natura di atto vincolato del provvedimento impugnato esclude la necessità di comunicazione del preavviso di rigetto.

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.