Oblazione versata in eccesso e diritto al rimborso

Aspra, Bagheria - Foto di Emilia Machì

L’oblazione dovuta per la domanda di condono è un corrispettivo di diritto pubblico connesso al rilascio del titolo edilizio, sicché ove venga meno la causa, siffatta somma è detenuta dall’Amministrazione finanziaria sine titulo e va, quindi, restituita dall’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 2033 del c.c..
A tal proposito il C.g.a. (con la sentenza n. 289 del 2024) ha charito come la determinazione dell’importo definitivo dell’oblazione spetta al Comune, sulla base degli accertamenti svolti in ordine alla domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria. È solo da tale accertamento che può emergere, dunque, o la necessità di un conguaglio sulla somma dovuta a titolo di oblazione (rispetto a quella “autodeterminata” dal privato richiedente il condono), ovvero il rimborso di una parte della somma versata, in quanto eccedente e ancora che il momento iniziale di decorrenza della stessa debba essere individuato nella data di rilascio del certificato di cui all’art. 35, ultimo comma della Legge n. 47/1985, con l’attestazione del Comune in ordine alla sussistenza di un credito nei confronti dell’Erario, per il diritto al rimborso della parte dell’oblazione versata in eccedenza, in quanto, in tal caso, il privato non risulta essere titolare di un diritto di credito fintanto che l’amministrazione non procede ai necessari accertamenti, attestandogliene il risultato, come da previsione di legge (in tal senso Cons. Stato, IV, 29 agosto 2013, n. 4316; Tar Sicilia, Palermo Sez. II 31/01/2022 n. 296; Tar Lazio n. 3513/2022 del 28/03/2022; Cons. Stato, Sez. IV, 26 aprile 2018, n. 2517; Sez. VI, 28 gennaio 2016, n. 339; Sez. V, 16 aprile 2013, n. 2116; Sez. IV, 16 febbraio 2011, n. 1012; id. Sez. IV, 16 febbraio 2011, n. 1012; Tar Catania, II, 1800/2020)” (T.A.R. Palermo, Sez. I, n. 524/2023, non appellata).
Ne discende che il dies a quo per la richiesta di rimborso (in caso di eccedenza versata) non può farsi risalire al rigetto del condono, ma decorre dall’attestazione del Comune rilasciata in riscontro alla richiesta ad ottenere il certificato attestante le somme versate a titolo di oblazione.
La precisazione è importante al fine di verificare se la prescrizione del diritto si sia verificata o meno.

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.