Mancato pagamento degli oneri concessori: è legittima la sospensione dei lavori? No, secondo il Tar Catania

Capo Zafferano - Foto di Emilia Machì

Il Tar Catania, con la sentenza n. 1070 del 18.03.2024, ha chiarito il rapporto tra il mancato pagamento degli oneri di costruzione e il provvedimento che dispone la sospensione dei lavori.

I fatti

Un cittadino presentava una scia, ai sensi dell’art. 22, comma 1° del DPR 380/2001, per realizzare interventi di ristrutturazione, previa demolizione e ristrutturazione, con mantenimento dell’originaria sagoma e volumetria; inoltre, nella relazione tecnica, veniva espressamente specificato che: “il progetto è volto a ricavare tre distinti appartamenti (rispetto ai quattro oggi esistenti)”.

Tale intervento, come descritto, non comporta alcun aumento volumetrico, né prevede cambio di destinazione e non comporta aggravio del carico urbanistico, tenuto anche conto della riduzione delle unità abitative da 4 a 3.

Nonostante ciò, un Comune chiedeva il pagamento degli oneri concessori; il tecnico del cittadino chiariva che non erano dovuti, per le ragioni innanzi indicate, conseguentemente, il Comune disponeva la sospensione dei lavori subordinandone la prosecuzione al pagamento di quanto richiesto.

Tale provvedimento veniva impugnato.

La posizione del Tar Catania

Il Tar Catania ha accolto il ricorso precisando quanto segue.

Quando si configura l’obbligo di corrispondere gli oneri?

Sulla base di consolidati principi elaborati dalla giurisprudenza (ex multis, Cons. Stato, sez. IV, 17 agosto 2022, n. 7191), il fatto costitutivo dell’obbligo giuridico di corrispondere gli oneri in contestazione è l’oggetto sostanziale dell’intervento, questo essendo determinante per stabilire l’effettiva incidenza sul carico urbanistico.

Invero:

a) il pagamento degli oneri di urbanizzazione è connesso all’aumento del carico urbanistico determinato dal nuovo intervento, nella misura in cui da ciò deriva un incremento della domanda di servizi nella zona coinvolta dalla costruzione; del resto, gli oneri di urbanizzazione si caratterizzano per avere natura compensativa rispetto alle spese di cui l’Amministrazione si fa carico per rendere accessibile e pienamente utilizzabile un nuovo o rinnovato edificio, purché vi sia una nuova destinazione, dato che non può essere chiesto due volte il pagamento per gli stessi interventi di sistemazione e adeguamento del contesto urbanistico (Cons. Stato, sez. IV, 23 febbraio 2021, n. 1586);

b) inoltre, il fondamento del contributo di urbanizzazione non consiste nel titolo edilizio in sé, ma nella necessità di ridistribuire i costi sociali delle opere di urbanizzazione, facendoli gravare su quanti beneficiano delle utilità derivanti dalla presenza delle medesime secondo modalità eque per la comunità; pertanto, nel caso di ristrutturazione edilizia, il pagamento degli oneri di urbanizzazione è dovuto solo nel momento in cui l’intervento va a determinare un aumento del carico urbanistico (il che può verificarsi anche nel caso in cui la ristrutturazione non interessi globalmente l’edificio, ma, a causa di lavori anche marginali, ne risulti comunque mutata la realtà strutturale e la fruibilità urbanistica v. tra le tante: (Cons. Stato, sez. IV, 31 luglio 2020, n. 4877; T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, 8 luglio 2021, n. 8142).

Conclusioni

Nel caso in esame, a fronte del progetto sopra indicato, risulta carente sia la trasformazione del territorio, sia l’aumento del carico urbanistico, e, pertanto, non sussiste il presupposto dell’obbligo di corresponsione degli oneri; per le ragioni sopra esposte, gli interventi in questione, essenzialmente, sono riconducibili al mantenimento dell’esistente e alla mancanza di alcun incremento di carico urbanistico e, per tale ragione, lo stesso si colloca “fuori” dalle ipotesi nelle quali il contributo è dovuto (v. in termini TAR Sicilia – Catania, sez. II, 15 novembre 2023, n. 3434 e giurisprudenza ivi richiamata).

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale