Ordinanza di demolizione notificata al precedente proprietario. L’effetto acquisitivo si configura anche in capo all’attuale proprietario?

Foto di Emilia Machì

Ordinanza di demolizione notificata al precedente proprietario. L’effetto acquisitivo si configura anche in capo all’attuale proprietario?

Il CGA con la sentenza n. 758 del 27 luglio 2021, si sofferma sulla legittimità di un provvedimento che dispone l’acquisizione al patrimonio comunale di un immobile, in conseguenza della mancata demolizione entro i termini, nel caso in cui l’ordinanza di demolizione sia stata notificata unicamente al precedente proprietario e non a quello odierno.

L’aspetto centrale dell’intera fattispecie consiste nel verificare se l’effetto acquisitivo si configuri automaticamente o è necessario che ricorrano alcune circostanze.

Secondo il CGA l’ordinanza di demolizione emessa nei confronti dell’ex proprietario non può produrre nessun effetto nei confronti dell’odierno proprietario, in ossequio a quanto previsto dall’art. 31 del d.P.R. n. 380 del 2001. In particolare, si è evidenziato che ne deriva l’illegittimità dell’atto che ha disposto l’acquisizione al patrimonio dell’Ente.

Infatti, l’acquisizione delle opere abusive si verifica quando l’ordine di demolizione sia stato regolarmente notificato, al proprietario o al responsabile dell’abuso, e venga accertata l’inottemperanza all’ordine da parte dei soggetti innanzi indicati.

Il legislatore, infatti, punisce la mancata ottemperanza all’ordine impartito dall’Amministrazione con una misura afflittiva ai danni di colui che, potendolo fare, non ha rimosso l’opera abusiva.

Presupposto del provvedimento sanzionatorio è, quindi, che il destinatario dell’ordine si sia trovato, nel periodo intercorrente tra la notifica dell’ordine stesso e l’accertamento della sua inottemperanza, nelle condizioni giuridiche e materiali per potervi dare seguito.

Tali condizioni si rinvengono in capo al proprietario dell’immobile: ai fini della legittimazione passiva del soggetto destinatario dell’ordine didemolizione, l’art 31 del d.P.R. n. 380/2001, nell’individuare i soggetti destinatari delle misure repressive nel proprietario e nel responsabile dell’abuso, considera quale soggetto passivo della demolizione il soggetto che ha il potere di rimuovere concretamente l’abuso, potere che compete indubbiamente al proprietario, anche se non responsabile in via diretta (Cons. St., sez. II, 13 novembre 2020 n. 7008).

La rilevanza della corretta individuazione del destinatario dell’ordine di demolizione emerge con maggiore evidenza ove si consideri che l’effetto traslativo della proprietà avviene ipso iure e costituisce effetto automatico dell’omessa ottemperanza all’ingiunzione a demolire (Cons. St., sez. II, 6aprile 2021 n. 2784), il formale provvedimento di acquisizione essendo funzionale all’immissione nel possesso e alla trascrizione nei registri immobiliari, deve essere preceduto dall’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione.

Di talché, in mancanza di notificazione del provvedimento di demolizione al proprietario, questi si vedrebbe privato della proprietà di un bene in mancanza di alcun avviso preventivo che gli consentadi attivarsi per evitare la conseguenza afflittiva. “Poiché si tratta comunque di conseguenza oggettivamente incidente sul diritto di proprietà (estesa al sedime edeventualmente all’area per opere analoghe), e postulante un volontario inadempimento da parte dell’obbligato, occorre – in omaggio a un elementare criterio di conoscenza ed esigibilità – che la persona del proprietario tenuto al pari del responsabile alla rimozione dell’abuso (o comunque a subire le conseguenze della demolizione) abbia avuto piena conoscenza dell’abuso ed abbia avuto modo di collaborare con l’Amministrazione per ripristinare la legalità violata a mezzo dell’intervento abusivo non direttamente ascrivibile.

Solo a fronte della prova di un proprietario del tutto ignaro dell’abuso e dell’ordine demolitorio adottato dalla amministrazione quale misura sanzionatoria si porrebbe a ragione un problema di illegittimità del provvedimento di acquisizione del bene al patrimonio comunale quale conseguenza dell’inadempimento rispetto all’ordine di demolizione” (Cons. St., sez. VI, 13 maggio 2016 n. 1951).

Né rileva la diretta, o meno, responsabilità del proprietario nella commissione dell’abuso, atteso che questi deve comunque essere coinvolto in ragione dell’effetto traslativo che si verifica in caso di inottemperanza. Altrimentisi avrebbe non solo un provvedimento autoritativo (unilaterale) di acquisizione della proprietà, ma anche un provvedimento ad effetti reali che si producono senza che il proprietario sia neppure stato notiziato degli eventi.

Nella disciplina legislativa statale non è dubbio che il proprietario deve essere coinvolto nel procedimento successivo all’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione (in particolare, nel sub-procedimento relativo all’acquisizione al patrimonio comunale del bene e dell’area di sedime), a prescindere da una sua diretta responsabilità nell’illecito edilizio; tale sistema non presenta profili di criticità sul piano del rispetto dei principi costituzionali, e tanto per la dirimente ragione che si parla di sanzioni in senso improprio, non aventi carattere personale, ma reale, essendo adottate in funzione di accrescere la deterrenza rispetto all’inerzia conseguente all’ordine demolitorio e di assicurare ad un tempo la effettività del provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi e la soddisfazione del prevalente interesse pubblico all’ordinato assetto dei territori” (Cons. St., sez. VI, 24giugno 2020 n. 4070).

Avv. Antonino Cannizzo

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Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale