Diniego di autorizzazione paesaggistica in sanatoria: il Tar Palermo annulla il provvedimento per “carenza di motivazione”

Foto di Emilia Machì

L’emissione di un parere negativo da parte della Soprintendenza, sulla richiesta di compatibilità paesaggistica, non consente al cittadino di ottenere il rilascio di un titolo in sanatoria anche se le opere risultano conformi allo strumento urbanistico.

Il Tar Palermo, con la sentenza n. 2472 emessa il 29.07.2022, si è soffermato, in particolare, sulla funzione che assolve la motivazione all’interno di un parere negativo e sulle conseguenze che si configurano nel caso in cui la stessa sia carente o contraddittoria.

Fatto e interventi realizzati

Nel 2009 venivano realizzate le seguenti opere:

  1. Tettoia in legno sul fronte interno della proprietà, non esposta sul fronte prospiciente la strada di accesso alla casa;
  2. Pensilina di copertura dei gradini di accesso alla porta di ingresso;
  3. Box in legno per il ricovero di attrezzi di campagna.

Il comune di Lascari, accertata l’esecuzione delle opere, notificava una ordinanza di sospensione dei lavori e, conseguentemente, il cittadino inoltrava alla Soprintendenza una richiesta di compatibilità paesaggistica e al Comune un’istanza di accertamento di conformità.

La Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Palermo non accoglieva tale istanza affermando che “i manufatti realizzati (pensilina in legno e una porzione di un porticato in legno) pregiudichino gli interessi dell’area tutelata“.

La posizione espressa dall’Avvocatura dello Stato

La Difesa erariale ha sostenuto che nei pareri riguardanti la compatibilità paesaggistica – espressione di discrezionalità tecnica e, dunque, non sindacabili nel merito se non nei ristretti limiti dell’irragionevolezza e/o dell’illogicità manifeste, del travisamento dei fatti e della carenza di motivazione – l’onere motivazionale è ben assolto con l’individuazione, nel bene abusivo, di caratteristiche che oggettivamente ne impediscano il corretto inserimento nell’area oggetto di specifica tutela e ciò anche quando siano utilizzate “formule stringate o usuali di diniego”.

La posizione del Tar Palermo: il provvedimento di diniego deve essere adeguatamente motivato

Secondo il Tar Palermo la posizione espressa dall’Avvocatura è vera in termini generali” ma nel caso concreto i provvedimenti impugnati non esplicitano le ragioni che hanno indotto la Soprintendenza a ritenere che la pensilina e le dimensioni del porticato in legno con struttura precaria siano pregiudizievoli degli interessi dell’area tutelata e dunque incompatibili con il vincolo paesaggistico gravante sull’intero territorio.”

Ed ancora, “tale motivazione non consente in alcun modo di ricostruire i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che giustificherebbero l’imposizione delle prescrizioni imposte; ciò risulta particolarmente evidente con riferimento alla demolizione della pensilina, in relazione alla quale la motivazione costituita dalla mancata copertura di infisso, si appalesa insufficiente se non del tutto apparente, rispetto alla lesività del vincolo tutelato.”

Conclusioni

Il parere negativo emesso dalla Soprintendenza “non resiste al dedotto vizio di carenza di motivazione considerato che secondo condivisa giurisprudenza il diniego di autorizzazione paesaggistica anche in sanatoria non può limitarsi a contenere valutazioni apodittiche e stereotipate, ma deve specificare le ragioni del rigetto dell’istanza ovvero esplicitare i motivi del contrasto tra le opere da realizzarsi e le ragioni di tutela dell’area interessata dall’apposizione del vincolo (Tar Palermo sent. 2472/2022 che richiama Cons. Stato, Sez. VI, 8 aprile 2021 n. 2858).

Avv. Antonino Cannizzo

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Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto urbanistico discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione".