Dal primo al secondo condono: come “riconvertire” l’istanza

Altavilla Milicia - Foto di Marzia Corbo

Il Tar Palermo (sent. 1569 del 10.05.2024) ha chiarito i presupposti per la “riconversione” di una istanza di condono presentata ai sensi della L.R. 37/1985 (primo condono) in una istanza presentata ai sensi della L. 724/1994 (secondo condono).

Nella sentenza in commento viene richiamata una pronuncia del CGA, sent. 411/2022, la quale ha chiarito i presupposti in forza dei quali una istanza di condono, presentata ai sensi della L. 37/1985, può essere “riconvertita” in una istanza ai sensi della L. 724/1994, precisando che:

  • con la predetta sentenza il C.G.A. (relativa al rapporto tra condono ex L. 37/1985 ed ex L. 724/1994) ha affermato che il comma 19 dell’art. 30 della L. n. 724/1994 espressamente stabilisce:
  • a) al comma 11, che “I soggetti che hanno presentato entro il 31 dicembre 1993 istanza di concessione ai sensi dell’articolo 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, possono chiedere, nel rispetto dei termini e degli obblighi previsti dal presente articolo, che l’istanza sia considerata domanda di concessione in sanatoria”; che sia considerata, cioè, alla stregua di una nuova istanza di condono da scrutinare ai sensi della normativa sopravvenuta;
  • b) al comma 19, che “Per le opere abusive divenute sanabili in forza della presente legge, il proprietario che ha adempiuto agli oneri previsti per la sanatoria ha il diritto di ottenere l’annullamento delle acquisizioni al patrimonio comunale dell’area di sedime e delle opere sopra questa realizzate disposte in attuazione dell’articolo 7, terzo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e la cancellazione delle relative trascrizioni nel pubblico registro immobiliare dietro esibizione di certificazione comunale attestante l’avvenuta presentazione della domanda di sanatoria”;

– come ha precisato lo stesso C.G.A., ciò significa che:

  • a) le “vecchie” domande di condono (proposte ai sensi della l. n.47 del 1985: c.d. “primo condono”) ancora pendenti alla data di entrata in vigore del “secondo condono” (introdotto con la l. n.724/1994) possono essere valutate, ove ciò sia richiesto dall’interessato, facendo riferimento alla nuova disciplina sopravvenuta (avendo riguardo, dunque, ai termini ed ai requisiti da questa innovativamente stabiliti);
  • b) che anche i provvedimenti di rigetto delle domande di condono adottati in forza della “vecchia disciplina” (ormai superata) possono essere riesaminati e valutati, ove ciò sia richiesto dall’interessato, con riferimento alla nuova disciplina; e che in tal caso, ove il procedimento possa concludersi con esito fausto per il soggetto richiedente, tutti gli atti del precedente procedimento che siano incompatibili con tale soluzione di miglior favore adottabile nei confronti del predetto soggetto (id est: diniego di condono, ordinanza di demolizione, eventuale accertamento dell’inottemperanza con conseguente acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale), vanno “ritirati”;

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale