Ricostruzione rudere: l’ipotesi del piano paesaggistico approvato dopo il crollo

Portella della Ginestra - Foto di Massimo Tarantino

Quali effetti produce il piano territoriale paesaggistico, approvato successivamente al crollo dell’edificio, che vieta qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti? La richiesta di ricostruzione di un edificio crollato, con ripristino dei “vecchi” volumi, potrà essere accolta dalla Soprintendenza e dal Comune?

La risposta è contenuta nella sentenza n. 219 del 23.01.2024 del Tar Palermo.

Ricostruzione e ristrutturazione edilizia

La sentenza in commento, in primo luogo, si sofferma sul concetto di ricostruzione e di ristrutturazione edilizia precisando che:

  • deve essere escluso che la ricostruzione di un rudere sia riconducibile nell’alveo della ristrutturazione edilizia nel caso in cui manchino elementi sufficienti a testimoniare le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio da recuperare: in particolare, un manufatto costituito da alcune rimanenze di mura perimetrali, ovvero un immobile in cui sia presente solo parte della muratura predetta e sia privo di copertura e di strutture orizzontali, non può essere riconosciuto come edificio allo stato esistente (C.G.A.R.S. Sez. I, 7/2/2022, n. 163; in termini Consiglio di Stato, Sez. II, 2/1/2023, n. 23).

Edifici crollati dopo l’entrata in vigore della L. 98/2013

Parimenti è stato affermato che:

  • deve ritenersi che solo in relazione ad edifici crollati o demoliti in epoca successiva alla entrata in vigore della legge n. 98/2013, di conversione del D.L. n. 69/2013, è possibile che ne sia assentita la ricostruzione (non contestuale) come ristrutturazione edilizia ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. d) del D.P.R. n. 380/2001, come modificato dall’art. 30, comma 1, lett. a) del D.L. n. 69/2013.12.2.
  • In secondo luogo si deve anche rilevare che quando la demolizione o il crollo di un edificio non sia seguita, nel medesimo contesto temporale, dalla ricostruzione dell’edificio, devono ritenersi opponibili all’interessato le previsioni, entrate in vigore in epoca successiva alla demolizione o al crollo, che precludano la realizzazione, sul relativo fondo, di nuove costruzioni o di nuovi volumi (…)
  • Di conseguenza, all’atto della sopravvenienza di nuove norme che precludano sul fondo la realizzazione di nuove costruzioni o di nuovi volumi, gli interventi di ristrutturazione in parola devono ritenersi preclusi, salvo che non siano specificamente fatti salvi dalle nuove norme, non potendo a tal fine considerarsi sufficiente il generico riferimento alla possibilità di effettuare interventi di ristrutturazione edilizia”, (Consiglio di Stato sez. VI, 18/01/2023, n. 616).

Piano paesaggistico approvato dopo il crollo

Secondo il il Tar Palermo, è legittimo il parere negativo della Soprintendenza, reso nell’ambito del procedimento per il rilascio di un permesso di costruire richiesto invocando la disposizione di cui all’art. 30, comma 1, lett. a), d.l. n. 69/2013 modificativo dell’art. 3 del d.P.R. n. 380/2001, per la realizzazione in zona vincolata di una ricostruzione fedele di un fabbricato integralmente crollato e non più esistente da molto tempo, nell’ipotesi in cui il piano territoriale paesaggistico, approvato successivamente a tale crollo, vieti qualsiasi intervento che comporti incremento dei volumi esistenti.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale