Sanzione paesaggistica, prescrizione e silenzio assenso sull’istanza di condono. Alcuni chiarimenti

Palermo, Palazzo Castrone

Il Tar Palermo, nella sentenza n. 1476 del 02.05.2024, si è soffermato sulle seguenti questioni:

  • sanzioni paesaggistiche, ex art. 167 D. Lgs 42/2004;
  • prescrizione delle sanzioni (da quando decorre)
  • silenzio assenso sull’istanza di condono edilizio in area con vincolo paesaggistico, in assenza di parere reso dell’Ente di tutela

I fatti

Il Dirigente del Servizio Tutela e Acquisizioni del Dipartimento Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana irrogava una sanzione paesaggistica, per circa 90 mila euro, “quale indennizzo per il danno arrecato al paesaggio dall’immobile di proprietà del ricorrente e oggetto delle domande di condono edilizio presentate ai sensi della L. 47/1985 (L.r. 37/1985) e della L. 724/1994.”

Tale provvedimento veniva impugnato.

La posizione del Tar Palermo

Si controverte circa la legittimità della sanzione irrogata al ricorrente ai sensi dell’art. 167 D.Lgs. 42/2004 in relazione ad alcune opere abusive da questi realizzate in zona vincolata e oggetto di istanza di condono.

La prescrizione

Il momento iniziale di decorrenza del termine di prescrizione non può che farsi coincidere con la cessazione dell’illecito, e, dunque, con il rilascio del titolo in sanatoria.

  • Il momento del rilascio della concessione edilizia in sanatoria per un fabbricato abusivamente realizzato, previo parere paesaggistico favorevole, facendo cessare l’antigiuridicità dell’intero fatto (e, quindi, anche della permanente violazione paesaggistica), costituisce il dies a quo dal quale decorre il termine di prescrizione quinquennale (ex art. 28 comma 1, l. 24 novembre 1981, n. 689) per irrogare la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 167, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42” (cfr. T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 05/12/2022, n.3173);
  • Con riferimento al dies a quo della prescrizione è consolidato in giurisprudenza l’orientamento secondo il quale gli illeciti in materia urbanistica, edilizia e paesaggistica, ove consistano nella realizzazione di opere senza le prescritte concessioni e autorizzazioni, hanno carattere di illeciti permanenti, con la conseguenza che la commissione degli stessi, protratta nel tempo, viene meno solo con il cessare della situazione di illiceità, vale a dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni.
  • Deve precisarsi – in continuità con l’orientamento anche del Giudice di appello – che la permanenza della condotta illecita cessa non già con il rilascio del provvedimento autorizzatorio (nella specie, il nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza), ma solo a seguito del rilascio della concessione edilizia in sanatoria da parte dell’ente locale” (cfr. C.G.A., parere n.364/2022 cit; C.G.A., Sez. giurisd., 9 febbraio 2021, n. 95).

Il vincolo paesaggistico impedisce la formazione del silenzio assenso sull’istanza di condono

A giudizio del Tar Palermo, nel caso di specie, attesa l’insistenza delle opere su area sottoposta a vincolo paesaggistico, deve, peraltro, escludersi che il condono possa essersi formato per silenzio:

  • Rispetto alle istanze di sanatoria inerenti immobili vincolati, non trova applicazione il silenzio – assenso ai sensi dell’art. 32, comma 37, d.l. n. 269/2003, con riferimento ai quali deve sussistere il parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela del vincolo e potendo il silenzio – assenso formarsi solo alla ricorrenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi stabiliti dalle specifiche disposizioni di settore” (cfr. T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 08/04/2019, n.4572);
  • Per il condono edilizio ex art. 35, L. n. 47/1985 la giurisprudenza concordemente e condivisibilmente esclude da anni che il silenzio serbato dal Comune sulla domanda di condono equivalga ad assenso nei territori vincolati, in considerazione della pregnanza degli interessi pubblici sottesi all’imposizione del vincolo stesso e della correlativa discrezionalità di cui è titolare l’autorità preposta alla tutela dello stesso” (cfr. T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 06/02/2024, (ud. 31/10/2023, dep. 06/02/2024), n.925).

In conclusione, il Tar Palermo, per i motivi innanzi descritti, ha rigettato il ricorso presentato dal cittadino avverso il provvedimento che ha disposto la sanzione.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale