Titoli edilizi prima della legge Ponte: il C.g.a. li riepiloga

Bagheria, da Monte Catalfano - Foto di Emilia Machì

Come è noto, l’art. 31 della L. 1150/1942 (nel testo precedente alle modifiche del 1967) prevedeva l’onere di munirsi di licenza edilizia per le opere da realizzare all’interno dei centri abitati e nei Comuni in cui era stato approvato il Piano Regolatore.

In realtà a questi due casi di previsione di un necessario titolo edilizio, occorre aggiungerne altri, che erano in vigore prima della Legge Ponte del 1967.

La ricostruzione è utile al fine di verificare con certezza se un immobile (costruito prima del 1967) vada considerato regolare oppure abusivo. Il che non incide sulla validità dei trasferimenti immobiliari (che sono sempre validi perchè si dichiari che le opere sono state realizzate prima del 1967) ma incide sulla possibile esistenza di un vizio consistente nel deprezzamento del bene venduto (il quale essendo privo di titolo edilizio avrà un valore inferiore a quello concordato).

Con la sentenza n. 292 del 2024 il C.g.a. fa il punto su tali ulteriori ipotesi.

In tal senso i Giudici espongono che nella vigenza della legge n. 1150 del 1942, la necessità di un titolo abilitativo edilizio era disposta da altre fonti, come del resto ribadito dalla Corte Costituzionale (con sent. n. 217/2022), che ha avuto modo di precisare che: “la legislazione statale antecedente al 1977 in particolare la legge urbanistica n. 1150 del 1942, sia nel suo testo originario sia in quello innovato dalla legge n. 765 del 1967 prevedeva che il committente titolare della licenza, il direttore dei lavori (questultimo a partire dalla disciplina introdotta nel 1967), nonché l’assuntore dei lavori fossero «responsabili di ogni inosservanza così delle norme generali di legge e di regolamento come delle modalità esecutive che siano fissate nella licenza di costruzione» (art. 31, terzo comma, della citata legge, che diviene comma 12 a seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 765 del 1967). E a garanzia del rispetto di tale disciplina, il podestà, prima, e il sindaco, poi, avevano il compito di vigilare sullattività edilizia e dovevano ordinare limmediata sospensione dei lavori con riserva dei provvedimenti che risultassero necessari per la modifica delle costruzioni o per la rimessa in pristino (art. 32, secondo comma, della legge n. 1150 del 1942)”.

Anzitutto, per gli immobili realizzati in comuni ricadenti in zone sismiche, l’obbligo di una previa autorizzazione edilizia era sancito, in epoca precedente, a livello di fonte primaria dal r.d.l. 25 marzo 1935, n. 640 (testo delle norme tecniche di edilizia con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti) e dal r.d.l. 22 novembre 1937, n. 2105 (norme tecniche di edilizia con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti).

Inoltre, l’obbligo di previa autorizzazione alla costruzione poteva essere disposto dal regolamento edilizio comunale, emanato in esecuzione della potestà regolamentare attribuita ai comuni nella materia edilizia dai testi unici della legge comunale e provinciale susseguitisi nel tempo, quali il r.d. 10 febbraio 1889, n. 5921 (che approvava il t.u. della legge comunale e provinciale), il r.d. 21 maggio 1908, n. 269 (che approvava l’annesso t.u. della legge comunale e provinciale) ed il r.d. 4 febbraio 1915, n. 148 (di approvazione del t.u. della legge comunale e provinciale).

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.