Cila e intervento del Comune

Erice - Foto di Massimo Tarantino

La CILA è un atto privato di mera comunicazione, a fronte del quale l’amministrazione conserva il generale potere-dovere di esercitare, in ogni tempo, i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall’art. 27 DPR 380/2001.

Il regime proprio dell’attività edilizia subordinata alla presentazione della CILA, a differenza di quello proprio dell’attività edilizia subordinata alla presentazione della SCIA, non prevede, tuttavia, una fase di controllo successivo con eventuale esito inibitorio, salva e impregiudicata l’attività di vigilanza contro gli abusi edilizi e l’esercizio della correlata potestà repressiva dell’ente territoriale.

L’attività assoggettata a CILA non solo è libera, come nei casi di SCIA, ma, a differenza di quest’ultima, non è sottoposta a un controllo sistematico, da espletare sulla base di procedimenti formali e di tempistiche perentorie, ma deve essere soltanto conosciuta dall’amministrazione, affinché essa possa verificare che, effettivamente, le opere progettate importino un impatto modesto sul territorio, conseguendo a ciò che ci si trova di fronte a un confronto tra un potere meramente sanzionatorio (in caso di CILA) con un potere repressivo, inibitorio e conformativo, nonché di autotutela (con la SCIA) … quindi, la CILA non può essere oggetto di una valutazione in termini di ammissibilità o meno dell’intervento, da parte dell’amministrazione comunale», non essendo, «al contempo, a quest’ultima … precluso il potere di controllare la conformità dell’immobile oggetto di CILA alle prescrizioni vigenti in materia» (T.a.r. Salerno sent. n. 1935/2020; n. 1383/2021; n. 1459/2021; si veda anche il parere n. 1784 del 4.08.2016 reso dal Consiglio di Stato sullo schema di D.Lgs. 222/2016).

In relazione alla tipologia di interventi ex art. 6 bis del d.P.R. n. 380/2001 l’amministrazione dispone, dunque, di un unico potere, che è quello sanzionatorio da esercitarsi nel caso in cui le opere realizzate risultino in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia.

Pertanto, eventuali pronunciamenti anticipati dell’ente in ordine alla ammissibilità degli interventi comunicati con CILA non hanno carattere provvedimentale, ma meramente informativo, non rispondendo gli stessi ad un potere legislativamente tipizzato (T.A.R. Toscana, Sezione III, 10 novembre 2016, n. 1625, T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 08/05/2019, n. 2469; T.A.R. Veneto, sez. II, 27/03/2020, n. 307).

In definitiva, per quanto sin qui esposto, il Tar Palermo (sentenza n. 272 del 2024) ha concluso che il ricorso proposto contro il provvedimento che dichiara la Cila inefficace è inammissibile per originaria carenza d’interesse poiché proposto contro un atto informativo, privo di un’autentica, diretta e immediata efficacia lesiva.

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro
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Categorie: Cila

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.