Il rapporto tra centro storico e piano paesaggistico

Ficuzza - Foto di Massimo Tarantino

La recente sentenza n. 894 del 2023 emessa dal C.g.a ha fatto il punto sul rapporto tra centri storici e piani paesaggistici, i cui vincoli vengono classificati in tre tipologie.

L’art. 143, c.9. cit. dispone: “A far data dall’adozione del piano paesaggistico non sono consentiti, sugli immobili e nelle aree di cui all’ articolo 134, interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela previste nel piano stesso. A far data dalla approvazione del piano le relative previsioni e prescrizioni sono immediatamente cogenti e prevalenti sulle previsioni dei piani territoriali ed urbanistici”.

In riferimento ai centri storici è alla prima parte che occorre far riferimento, ove si configura l’immediato vincolo delle prescrizioni del piano, solo adottato, nei rispetti degli immobili e delle aree di cui all’art. 134.

Ai sensi dell’art. 134, c.1. “Sono beni paesaggistici:

a) gli immobili e le aree di cui allarticolo 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;

b) le aree di cui allarticolo 142;

c) gli ulteriori immobili ed aree specificamente individuati a termini dell’articolo 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156”.

L’art. 136, c.1., dispone che “sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro notevole interesse pubblico”, tra l’altro, “c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici”.

Tornando all’art. 134, c.1., cit., la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha avuto modo di precisare che la previsione configura tre tipi di vincolo, ed in particolare, a parte il caso della lettera b) che rimanda all’art. 142, il vincolo riguardante “i beni di cui all’art. 134 comma 1 lettera a) del D.Lgs. n. 42/2004, ovvero i beni culturali propriamente detti” e il vincolo riguardante “quelli di cui all’art. 134 comma 1 lettera c), ovvero i beni paesaggistici”, i due vincoli rappresentando “il risultato di strumentazioni tra loro parallele e differenziate” (CdS, sez. VI, 23 luglio 2020 n. 4708).

Ora, il vincolo di cui alla lettera a) esige l’apposita dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Invece ai sensi degli articoli da 138 a 141, gli “ulteriori” immobili e aree, nell’ambito dell’elenco di cui all’art. 136, che include anche “i centri ed i nuclei storici”, non esigono la suddetta dichiarazione, ma sono “sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156”:.

Riguardo agli “ulteriori immobili e aree di cui allart. 136 sottoposti a tutela dai piani paesaggistici regionali (vincolo cosi detto del terzo tipo”)”, si è evidenziato che questi ultimi sono “oggetto non della dichiarazione di interesse pubblico espressa con apposito provvedimento amministrativo (regionale o ministeriale) ma di quella determinata con sottoposizione dei beni a tutela da parte dei piani paesaggistici (in particolare ai sensi dellart. 143, comma 1, lett. d)” (CdS, sez. VI, 30 dicembre 2011, n. 7005). L’evocato art. 143, c.1, lett. d), tra i contenuti del piano paesaggistico, contempla infatti la “eventuale individuazione di ulteriori immobili od aree, di notevole interesse pubblico a termini dell’articolo 134, comma 1, lettera c), loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione, nonché determinazione delle specifiche prescrizioni d’uso, a termini dell’articolo 138, comma 1”.

Avv. Vittorio Fiasconaro


Vittorio Fiasconaro

Di Vittorio Fiasconaro

Laureato nel 1991, consegue il dottorato di ricerca in Filosofia del Diritto nel 1997. Nel 1994 si iscrive all’Albo. Dal 1996 al 2007 dirige, dopo aver vinto il concorso, l’Ufficio Legale del Comune di Pantelleria (TP) e poi quello del Comune di Bagheria (PA). Dal 2004 al 2011 insegna Diritto Amministrativo e Diritto Processuale Amministrativo alla Scuola Sant’Alfonso di Palermo. Nel 2009 si iscrive all’Albo degli avvocati esercenti innanzi alla Corte di Cassazione. Oggi fa parte del Foro di Termini Imerese. Ha al suo attivo centinaia di giudizi in cui si e’ costituito dinanzi alla Giurisdizione Amministrativa. Nel 2022 ha conseguito il perfezionamento in "Diritto del Paesaggio" presso l'Università di Padova.