Istanza di condono presentata oltre i termini: quali effetti produce?

Bagheria - Foto di Emilia Machì

La presentazione di una istanza di condono determina, se accolta, la regolarizzazione delle opere abusivamente realizzate. Nonostante i continui proclami, ad oggi, sono stati previsti solamente 3 condoni edilizi: L. 47/1985, L. 724/1994 e, infine, L. 326/2003.

I tre condoni innanzi descritti prevedono stringenti limiti temporali entro cui il richiedente (avrebbe dovuto) deve inoltrare la relativa istanza al comune, limiti di natura quantitativa, quantomeno per gli ultimi due, e limiti legati alla data di realizzazione delle opere.

In ordine all’ultimo condono edilizio, quello previsto dalla L. 326/2003, il Tar Palermo, in una recente sentenza, ha fornito rilevanti chiarimenti (sent. 970/2023).

Questione temporale

È stato sottolineato che le istanze di condono devono essere sottoposte all’esame dell’amministrazione entro termini perentori previsti dalle specifiche disposizioni normative (per quanto riguarda il condono ex L. 326/2003 il termine di presentazione, inizialmente fissato al 31/3/2004, è stato prorogato prima al luglio 2004 e, infine, al 10/12/2004).

Proposizione successiva al termine ultimo – improcedibilità

“La proposizione dell’istanza successivamente allo spirare dei predetti termini, determina, come nel caso di specie, l’improcedibilità della domanda stessa. Da quanto detto consegue che l’Amministrazione, in presenza di un’istanza di condono tardiva, non ha l’obbligo di provvedere con provvedimento che esprima una motivazione sul merito dell’istanza sottoposta. In tali sensi, dunque, l’atto con cui l’Amministrazione ribadisce i precedenti dinieghi relativi ai procedimenti di sanatoria avviati su tempestiva istanza del privato, ha natura meramente confermativa dal momento che l’istanza tardiva non determina la riapertura dei termini del procedimento di condono” (Tar Palermo sentenza 970/2023 che richiama T.A.R. Campania Napoli, sez. VI – 7/10/2020 n. 4289).

L’ipotesi del deposito postumo

In ragione del chiaro tenore letterale della norma pertinente – il cui fondamento è quello di cristallizzare ad una data certa l’accesso ad un beneficio extra ordinem – deve dunque escludersi che sia consentita la produzione postuma della domanda (né la mancata presentazione dell’istanza di condono entro i termini di legge è surrogabile, ad esempio, con il tempestivo versamento della prima rata dell’oblazione e degli oneri concessori).

È stato sottolineato che <<il mancato rispetto del termine perentorio esclude altresì il decorso del termine per la formazione del silenzio-assenso: un’istanza, per potere innescare il meccanismo di formazione silenziosa dell’atto, deve essere quantomeno aderente al ‘modello normativo astratto’ prefigurato dal legislatore (cfr., sul tema generale, Consiglio di Stato, VI sezione, 8 luglio 2022, n. 5746); .. a fronte di una domanda di condono tardiva, il rigetto (o meglio l’archiviazione) della pratica edilizia è un atto del tutto vincolato, ancorato al solo presupposto della violazione del termine perentorio e non richiede una specifica motivazione circa la ricorrenza del concreto interesse pubblico alla rimozione, neppure quando sia trascorso un notevole lasso di tempo dalla sua realizzazione, non potendo configurarsi alcun legittimo affidamento in relazione a situazioni contra legem>> (Consiglio di Stato, sez. VI – -OMISSIS-/10/2022 n. 8780).

Conclusioni

Alla luce di quanto evidenziato, la presentazione di una istanza di condono oltre i termini perentori previsti determina l’improcedibilità della stessa e la conseguente emissione dell’ordinanza di demolizione.

Avv. Antonino Cannizzo


Antonio Cannizzo

Di Antonio Cannizzo

Nasce a Palermo nel 1987 e dopo la maturità Classica si laurea nel 2014 presso l’Università degli studi di Palermo, presentando una tesi dal titolo “Le misure precautelari minorili”. Abilitato all’esercizio della professione di Avvocato è regolarmente iscritto all’Albo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese ed è Titolare di uno Studio Legale in Bagheria. Nel 2020, insieme all'Avv. Fiasconaro, fonda il blog "Urbanistica in Sicilia". Nel 2021 consegue un master di 1° livello in diritto processuale amministrativo discutendo una tesi dal titolo "Danno da affidamento procedimentale e i profili di giurisdizione". Iscritto all'Associazione degli Avvocati Amministrativisti di Sicilia. Co-Autore del manuale “Abusi Edilizi: accertamento, demolizione e conseguenze economico patrimoniali” edito da Dario Flaccovio Editore. Relatore in molti convegni (cfr. sezione eventi del blog) Ha svolto molti corsi di formazione per la P.A. e per i liberi professionisti in materia di urbanistica ed edilizia regionale